giovedì, luglio 03
col mio umore che diventa improvvisamente argomento di discussione, ogni fiore perde i suoi petali. il caldo venato dal tono pietoso della parole porta a fughe pindariche. mi arrampico sulle pagine di Poe, il bisogno a precipizio nel sonno incessante. dormire, unica necessità primaria a cui sono disposta a cedere. non il cibo, nè la felicità. un dormire in penombra, nella sordina di sogni da costruire da sveglia. a volte il rimorso irrompe e basta, spezza il polso di cui solo orgoglio sà rendermi fiera, cieca. ma non fa per me acconsentire, non è la stagione giusta per pregare. non so chinarmi e amare, non so aprire le coscie e fingere. e convivere col rimorso è solo accettare un'infelicità che non entra più sotto il letto, nell'armadio..
dear_dead_ofelia | luglio 03, 2008 00:27 | | commenti | Permalink
martedì, giugno 24
fragilità umana che si manifesta in pirotecniche avvisaglie irrompe.
giornate avvampano il tempo libero, il pensiero libero di vagare, i sensi a patire gli squilibri continui. il silenzio vince su ogni voglia ed è il ristoro, l'unico possibile nella totale mancanza di vero riposo. il sonno non esiste, la luce continua preserva come ambra questo stato di appassimento. conto le ore, conto le parole, i passi, i gesti, gli effetti e le cause e i pallottolieri esplodono in mal di testa magistrali. le lacrime evaporano e il ghiaccio ricorda appena al corpo le abbissali differenze. nel delirio il delirio è solo uno stato della materia di cui sono fatti i desideri. strappo i confini alla decenza e so consumare i ricordi fino a dimenticarli, diluiti nel sangue sembrano così indifesi..
dear_dead_ofelia | giugno 24, 2008 21:12 | | commenti | Permalink
martedì, giugno 24
re: come state, graziosa fanciulla?
ofelia: bene: iddio vi renda merito. dicono che il barbaggianni fosse la figlia d'un fornaio. signore, noi sappiano quel che siamo, ma non quel che potremmo essere. (...) spero che tutto andrà bene. dobbiamo portar pazienza. ma io non posso fare a meno di piangere al pensiero (...)
Amleto - Shakespeare

alcune ofelie finiscono così..e le tutte altre?


dear_dead_ofelia | giugno 24, 2008 16:46 | bugie | commenti | Permalink
mercoledì, giugno 18
Quanto ad Amleo, e alla stravaganza dei suoi favori, considerali soltanto come un essequio alle mode e come il capriccio di un cuore appassionato. una violetta nella giovinezza della sua primavera, precoce ma non duratura, odorosa ma effimera. il profumo, lo svago di un minuto: nient'altro.
Amleto - Shakespeare
dear_dead_ofelia | giugno 18, 2008 20:05 | bugie | commenti (1) | Permalink
venerdì, giugno 13
l'illusione si cura. una caduta da abbastanza in alto, una spinta in un vortice di schifo. la parola che fa cadere la torra da cui mi sbraccio per raggiungerti e alla fine è solo maceria. cercando il tuo tocco mi ritrovo un pugno di sassolini. tutto qua, costantemente, e conto i miei sassi a ricordare il prezzo di ogni male..
dear_dead_ofelia | giugno 13, 2008 01:22 | | commenti (1) | Permalink
giovedì, giugno 12

We barely remember who or what came before this precious moment,
We are choosing to be here right now. Hold on, stay inside
This holy reality, this holy experience.
Choosing to be here in

This body. This body holding me. Be my reminder here that I am not alone in
This body, this body holding me, feeling eternal
All this pain is an illusion.

Alive, I

In this holy reality, in this holy experience. Choosing to be here in

This body. This body holding me. Be my reminder here that I am not alone in
This body, this body holding me, feeling eternal
All this pain is an illusion.

Twirling round with this familiar parable.
Spinning, weaving round each new experience.
Recognize this as a holy gift and celebrate this chance to be alive and breathing.

This body holding me reminds me of my own mortality.
Embracing you. Remember. we are eternal.
all this pain is an illusion.

Parabola-Tool
dear_dead_ofelia | giugno 12, 2008 15:32 | bugie | commenti | Permalink
mercoledì, giugno 11
torno indietro da colazioni olandesi con un mal di testa lattiginoso. pensarti è accoltellare la libido. mentre la rabbia si fa violenza crepe rosse di bestemmie si aprono sulla faccia fino a romperla. davanti a bisogni ancestrali il ruolo è un fragile pagliativo che sono pronta a rendere sacrificabile. ora sì. ora che le formalità rendono ossessivamente ritmico il mio respiro e penso solo al sangue, alla fatica del sangue. e le parole sono vuote e le parole sono tutto quel che ho. a dire di ogni lato di me, di ogni attimo. così capaci di togliermi il sonno. e nella ricerca ogni cosa si spegne a focalizzare qualcosa che sfugge, qualcosa che è proprio qui, così vicino da non essere visto. è come cercare la propria pelle. forse è solo questo, forse. e tutto si sfilaccia in una caduta bocconi, sul freddo riflesso di una sconfitta costante. l'isolamento brucia la carne, tutto il silenzio è solo, semplice, dannato, stupido e necessario. come il sonno, come il freddo che prevale sulle notti..
dear_dead_ofelia | giugno 11, 2008 01:12 | | commenti | Permalink