domenica, luglio 31
felicità forse. felicità probabilmente.
ho perso la capacità di distingerla. la semplicità per accettarla.
sorrido di me pronta a far sfaceli. sorrido con gli occhi bendati.
cieca tra le tue braccia.
sono quel che non puoi avere.
ali di libellula per tenermi a un palmo da te. paura di cadere in menzogne. non voglio non volare. non voglio veder te e la vanità che regna avendoti al mio cospetto.
una nota stonata a bucare il cervello. ora. mi chiedo illusioni che ho smarrito.
qualcosa di marcio, di malo oltre la mia maschera.
sorrido.
ricordo del mentire. ricordo di scene da calcare. rose nere intorno al capo e poi un'aureola di sangue..
venerdì, luglio 29
un corridoio da percorrere.
accasciarmi arrivata in fondo.
la testa sbatte vuota.
respirare con sempre minore successo.
la luce traccia quadrati intorno a me.
pavimento al neon velato.
aura lucida in penombra.
rumori come tra pareti di plastica.
passi che non arriveranno.
p.
la mia mano persa nella sua.
splendori di sangue.
ritratti mi guardano.
occhi lucidi di dolcezza.
sorrido.
non ho nulla.
giovedì, luglio 28
qualcosa che disturba me.
una mosca, un'onta, qualcosa di necessario e sfuggente.
la bocca increspata, chiaro sintomo di malcontento.
noia che secca idee e stimoli. li impaglia in grottesche stanzie.
le mente gioca con cattivo gusto e tornano suoni e odori e gusti.
occhi vitrei i miei, ora.
stufa di questo sole che toglie vanità ai gesti.
stufa della troppa luce che fa banale il nero.
desiderosa di ombra intorno, di notte perenne, di ansie da silenzio.
prendo polvere come quel che ho fatto..
mercoledì, luglio 27
non parlare di me.
no, non ora.
non serve, non capisci?
è tardiva o semplicemente inutile la tua poesia ora.
è solo pioggia su un bicchiere già colmo.
onora il silenzio della mia veste nera.
torna quando non saprò più il mio nome.
torna allora e potrai parlarmi, modellarmi nella noncoscienza di me.
torna e portami in dono ali di ruggine.
le farò dorare nel mio buio fasto.
martedì, luglio 26
la notte distrugge.
non dirmi che sì, è così.
con te qui non lo crederei. mai.
il silenzio sostituisce la vita nelle stanze adiacenti.
sola.
il mio credo mi stordisce di incapacità.
il mio credo offeso e borioso giudica.
la musa ha occhi increduli ora.
lo so.
senza vedere.
il suo sangue d'inchiostro riscrive quel che c'è da ricordare ora e sempre.
nelle mani ritrovo l'oro.
sono un mida con l'artrite.
rido.
rido.
la musa muta in sirena.
muoio ascoltandola.
lunedì, luglio 25
scrivere è il 90% di me. l'altro 10% è aspettare di scrivere.
charles bukowski
lunedì, luglio 25
musica in testa.
il corpo reagisce lento al ritmo che cresce, alla voce che esce roca, rosa quando arriva affondo.
il suono monotono del pomeriggio avvelena la musa già malata.
occhi spenti i suoi, crinati in arida vegetazione.
non riesco a toccarle i capelli carichi di polvere.
ha la bocca ancora lucida dell'ultima nostra unione.
un ricordo vano danza oltre noi.
una rosa fluorescente spacca il pavimento per fissarmi.
la guardo, di rimando, le sue spine sono lontane.
se ne compiace. io con lei.
una battaglia stanca, consunta.
giare di rimpianti si infrangono negli angoli, acque dai riverberi turchesi mi sfiorano, c'affondo le braccia smangiate dalle zanzare.
galleggio in sacra apatia.