martedì, settembre 19
pillole di senso di colpa da somministrare nei momenti di muta calma, nel silenzio forgiato dalla distanza. ora le ultime grida a riempire la testa. le scatole da riempire e qualcosa da lasciare per l'inevitabile ritorno. pochi giorni e sarà diverso, tutto. ogni prospettiva allungata inesorabilmente. il respiro facilitato nell'aria limpida dal loro fetore di marcescente coesistenza. polonio e sua moglie: qualcosa sputato fuori che ma non si secca il cordone che la lega a me, che di me la fa nutrire. nella stanza mai lasciata davvero ora tutto è ricordo costante, il perso e il da perdere si intrecciano in maglie troppo strette per resistere. ora mi rifugio in una stanza che ancora, di fatto, non possiedo. alle pareti bianche da stringere, imbrattare di anima splatter, di emblemi emozionali. e l'attesa si fa carica di attesa nella mezza via da qui a lì e tutto diventa sordina nell'immane speranza di una luce non concessa, ottenuta.
dear_dead_ofelia | settembre 19, 2006 23:29 | | commenti (4) | Permalink
martedì, settembre 19
bukowski pianse quando judy garland cantò al philarmonic di new york; bukowski pianse quando shirley temple cantò "I got animal crackers in my soup"; bukowski ha pianto in squallidi albergucci; bukowski non sa vestire, bukowski non sa parlare, bukowski ha paura delle donne, bukowski ha lo stomaco in cattivo arnese, bukowski è pieno di terrori, odia i  vocabolari, le monache, le monete, gli autobus, le chiese le panchine del parco, i ragni, le mosche, le pulci, i depravati; bukowski non ha fatto la guerra. bukowski è vecchio, bukowski non fa volare un aquilone da 45 anni; se bukowski fosse una scimmia lo caccerebbero via dalla tribù..
(...)per bukowski topolino è un nazista; bukowski ha fatto il pagliaccio alla fagiolata di barney; bukowski ha fatto la figura del somaro alla tavernetta di shelly; bukowski è geloso di ginsburg, bukowski è invidioso della cadillac mod. '69, bukowski non capisce rimbaud; bukowski si pulisce il culo con carta da pacchi, bukowski sarà morto fra 5 anni,è dal 1963 che bukowski non scrive una poesia decente, bukowski ha pianto quando judy garland...ha ucciso un uomo a reno.
(...)bukowski, il grande scrittore; una statua di bukowski al cremlino, che si spara una sega; bukowski e castro, gruppo statuario ai giardini pubblici dell'avana, coperto di cacca di uccelli; bukowski e castro in tandem che pedalano verso la vittoria: bukowski dietro; bukowski che fa il bagno in un nudo di rigogoli; bukowski che frusta una mulatta di 19 anni con un frustino da domatore, una mulatta dall'enorme seno, una mulatta che legge rimbaud; bukowski cucù nel salotto del mondo si domanda chi avrò spento la fortuna...bukowski commosso da judy garland, quando ormai era tardi per tutti.
(...)bukowski porta le mutande nere, bukowski ha paura di volare in aereo. bukowski odia babbo natale. bukowski intaglia figurine deformi nella gomma da cancellare. quando l'acqua sgocciola, bukowski piange. quando bukowski piange, l'acqua sgocciola. oh sancta sanctorum, oh sancta scrotorum, oh fontane zampillanti, oh zampilli di sperma, oh gran bruttezza dell'uomo dovunque cone stronzo di cane che calpesti al mattino non avendolo visto un'altra volta, oh possente polizia, oh armi potentissime, oh potente dittatore, oh dannati imbecilli che siete dovunque, oh povera piovra solitaria, oh il ticchettio delle lancette che ci trafigge tutti,tutti, equilibrati e squilibrati, santi e stitici, oh barboni, oh vagabondi che giacete nei vicoli di miseria d'un mondo dorato, oh i figli che diventeranno brutti, oh i brutti che inbruttiranno ancora, oh la tristezza e le sciabole e le pareti che si richiudono - niente babbo natale, niente cenerentola, niente grandi maestri d'ogni tempo - cucù - solo merda e frustrate per i cani e i bambini, solo merda e smedamento; solo dottori senza pazienti, solo nudi senza pioggia, giorni senza giorni, oh dio onnipotente che ci hai dato tutto questo.
quando invaderemo la tua eccelsa reggia giudia, fra i tuoi angeli timbracartellini, voglio udire una volta la tua voce che invoca
    pietà
        pietà
            pietà
e misericordia per te stesso e per noi e per quel che ti faremo. ero svoltato per irola street, poi svoltai per normandie street, parcheggiai ed entrai in casa e mi sedetti a ascoltare il telefono che badava a squillare.
charles bukowski
dear_dead_ofelia | settembre 19, 2006 23:28 | bugie | commenti (2) | Permalink