giovedì, maggio 24
ti penso, dopo tanto. qualcosa perso in fondo a un pozzo. come si pensa alle cose andate per sempre, ai rimpianti, ai vuoti che nel silenzio diventano immensi, come a una cura antica per un male antico, perchè continuo a perdere tesori dalle mie mani distratte e stasera mi è sembrato possibile toccarti, solo che stasera ho voglia di piangere per te..
martedì, maggio 22
tanto rumore e poi nulla. tanto dolore e poi nulla. riapro i pugni feriti e sono vuoti. nient'altro. vuoti. la terra aperta si richiude. il caos placato plasma maschere di ira porpora. pitture di guerra corrompono intimità notturne. voci sospese in sincerità abominevoli. sensazioni in punta di dita svaniscono, i miei sensi dimenticano lontani dal fuoco fatuo dei tuoi occhi. curo ferite livide nella distanza, con la distanza imposta e tossica. respiro, ora, certa della facilità delle parole, di ogni illusione devastata dalle mia mani troppo calde e cieche. respiro, ora, l'odore di morte, di vuoto che esce dalla tua bocca che non mi parla, immemore, ingrata.
martedì, maggio 22
ci abituiamo a poco a poco al buio
quando la luce è scomparsa ai nostri occhi,
come quando il vicino tiene in mano
il lume, testimone del suo addio.
[...]
emily
martedì, maggio 22
vuoi che io pensi alla tua morte? lo farò. mi vestirò di nero e piangerò negli angoli la perdita, accenderò una candela e pregherò un dio ineistente di consolarti,di spiegarti che la tua morte è solo un mio pensiero di schegge di vetro da sputare. e di nero vedrò il vero. rosari di lacrime per la tua anima e ricorderò solo il bello che memoria sa suggerire e mi struggerò per questo che di memoria resterà creatura. e balbetterò mantra di rabbia con lo stomaco bucati e gli acidi di cibo semidigerito in circolo ad uscire dagli occhi, dalla bocca a soffocare. e non perdonerò l'illusione di comunione che nell'intimità la mia fottuta volontà ha creato, cieca e muta di bisogno. e non ti perdonerò mai.