lunedì, ottobre 22
sociopatia in autocombustione. nel silenzio del freddo primizio mi scaldo con luminescenti parole, banalità di altri lidi. banalità mentre uno schermo mi racconta il vero, il più vero, quello sotto pelle, quello che la faccia così bene dissimula. solo un po' di altra forza per gli occhi, per vedere ancora, ancora, ancora un po' di forza sottratta ad arti sfiniti, cavi sotto pelle, alle meningi che spruzzano elettrico umore. perdo in un attimo le inutili appendici cresciute per qualcosa di migliore, atteggio la mia mente ad alte letture per indicizzare le tue spudorate accuse. capillari di rame nei pensieri, finalmente luce, inspiegabile luce, come capelli impalpabili di ragione a irrorare le cervella rapite da così bassi istinti. e nella lucidità di una ragnatela convengo della morte della musa con un gemito di profondo e rancoroso sollievo. fin qui tutto bene, davvero. fin qui tutto bene. cadere è solo unire due punti con più dolore del concepibile.
dear_dead_ofelia | ottobre 22, 2007 23:24 | | commenti | Permalink
venerdì, ottobre 12
gli occhi da togliere, posarli in fondo a un freezer da sbrinare, intorno una costellazione di piselli evasi da buste coop. talmente tanto sonno da provare nausea per i sogni..
dear_dead_ofelia | ottobre 12, 2007 01:06 | | commenti (3) | Permalink
mercoledì, ottobre 10
un barattolo di chiodi sul fondo di una barca in burrasca. ecco. quel rumore. non riesco a  togliermelo dalla testa mentre cerco il sonno sotto una coperta color melma.
è solo troppo inverno per resistere. siete solo troppo vicini per non vedere le imperfezione, le crepe di chi cade a briciole. è solo che fa già troppo freddo per non pensare alla morte. è che sono nuda a pensare al piacere di ogni tuo male. e sono sola e sono solo la prima che non ascolta. sono stanca tutto qua, sono solo sicura che sta volta non ne esco viva. in piedi sulle mie gambe.
mentre la storia si ripete sul maxischermo dei miei ricordi e la faccia si riga di lacrime per la miseria di tutto quel che vorrei tenere vivo, mi graffio i polsi, la convinzione sa venire.
e il tè delle cinque avvelena le patinate vamp dei miei pomeriggi, un suono di campana. la moglie di polonio corregge infusi con la presunta ragione della sua folle esistenza, un esistenzialismo casalingo e corrosivo, ceramica bucata da portare alle labbra nella messa in scena della sacralità famigliare.
a volte i bambini vanno lasciati dormire, a volte anche io dovrei solo dormire..
dear_dead_ofelia | ottobre 10, 2007 22:46 | | commenti (1) | Permalink
venerdì, ottobre 05
nella caffeina qualcosa di buono, sul fondo di una dipendenza come un'altra qualcosa di integro da conservare aspettando spine migliori tra cui buttarlo, con garbo. passi silenziosi di piedi nudi, riflesso di un corpo, il freddo del pavimento che alle otto di mattina è l'unica realtà accettabile. svegliarsi in piena luce con la sensazione di essere caduta in chissà quale tempo. in ritardo per tutto, in tremendo anticipo sulla pigrizia di una musa abbandonata. metto insieme frantumi, inconciliabili, e le dita in fretta perdono il loro quanto meno momentaneo splendore..
dear_dead_ofelia | ottobre 05, 2007 08:36 | | commenti (2) | Permalink
martedì, ottobre 02
fottuti occhietti fatti per guardare scavano nella mia testa fragrante di fantasie romantiche. la visione rosea da cassandra lusingata dal fato mi permette di vedere la tua ridicola staticità, l'imbarazzo di un desiderio cedevole, la convizione fittizia del mediocre. la piccolezza del tuo valore odierno mi stupisce e la presunzione schiaffeggia, florida. rido di te che pretendi giochi dalle regole oscure, mie regole oscure, regole di parole da te non meglio identificate: giochi con chi a tutte le carte del mazzo in bocca, anche le tue. anche te.
dear_dead_ofelia | ottobre 02, 2007 01:14 | | commenti (1) | Permalink