mercoledì, novembre 21
nella stanchezza dell'autodistruzione constante cancello contatti inutili e dannosi di chi vuole senza pretese, senza rispetto. in un picco di autolesionismo l'unica azione accettabile è il silenzio. la ricerca di chi ha tutto l'interesse a rispondere non è di certo all'altezza del dubbio più fondo e radicato, dovrei saperlo. tenete insieme i vostri castelli di carte da cui cercate attraverso me la fuga, barate, mentite, stanotte, nell'incoscienza di un egoismo senza pari. nel dolore più cieco che respira l'odore del sangue dei polsi mi chiedo se l'andare in pezzi non sia altro che masturbazione. il soffitto precipita sui miei occhi sbarrati e il mal di testa vince la sua battaglia con il sonno, stordendomi senza pace. e le lenzuola si appiccicano tra loro, un groviglio che ricorda un corpo, dilaniato e sensuale, cavo come l'assenza. e il telefono non fa altro che insultare un'autostima strisciante che si aggrappa coi denti a una fune, senza appiglio, senza speranza. il buio pieno di sciami di pensieri ronzanti e cangianti palesa la mortalità dietro ogni attimo. ricordo senza respiro romanze sperate di parole impastate dal tempo, incatenata a una paranoia figlia del "ma" e del "se". orgoglio scalcia forte nel mio letto, si avvolge stretto alle mie coperte lasciandomi a un freddo colpevole che so di meritare. gli rivolgo uno sguardo umido e il suo profilo nero nel nero è misero e mostruoso più di quanto sarebbe felice di ammettere.. e mi manca vanità, improvvisamente. fin qui tutto bene..sono le sue parole ridendo.
dear_dead_ofelia | novembre 21, 2007 12:48 | | commenti (2) | Permalink
giovedì, novembre 15
le dita lunghe tra cui per tanto avresti, dovresti aver voluto stare ora sono ben più lunghe nello sfonrzo di una convinzione. dita, grate..
dear_dead_ofelia | novembre 15, 2007 23:29 | | commenti | Permalink
giovedì, novembre 08
lasciate una spiegazione per la fottuta esistenza di un mostro errante di fine quadro come me. lasciate una spiegazione per la sua innocua e letale presenza di predatore ferito. perchè le caccie più sacre sono quelle senza alcuna speranza. ogni sorso come se fosse l'ultimo. ogni passo, ogni parola, ogni fotogramma di quello che non riesco a vedere più chiaramente di così. la pellicola che brucia nell'atto collaterale, le pupille rivoltate nell'assaggiare le carni dei polsi, sempre così ossuti. e cercare il perso in ogni angolo, solo per lo scenico delirio della colpa. mentre vanità bendata di filamenti di carta indica suprema una via d'uscita inesistente..
dear_dead_ofelia | novembre 08, 2007 21:40 | | commenti | Permalink
martedì, novembre 06
desdemona che dice che non sono solo parole..il viso si spacca alla pressione di lacrime impreviste e tutto entra nella pietra che è la mia testa, torture cinesi fluide attanagliano i pensieri, i ricordi, i dolori. nella veglia di troppo dolore, nel sonno di troppa stanchezza gli opposti si legano stretti, avviluppati alle mie mani pesanti. il silenzio scalfito si cicatrizza tra acido e fiele per qualcosa di perso, un luccichio di smeraldo che aiutava a vivere e no. non aiuta, non a vivere. la dimenticanza perde pezzi nel disordine della ritirata, pezzi ovunque io guardi, per sbaglio, per necessità. pezzi di ceramica preziosa, ricami di tristezze bluastre, miniate come vasi cinesi. pezzi di vetro, cristallizzazioni di silenzi spaccati da troppo me stessa. pezzi di carboni, di corpo e di morti, di peccati. invadono la stanza e le strade e la pioggia si incanala cercando di portarli via. e nessuno vede..
dear_dead_ofelia | novembre 06, 2007 21:51 | | commenti (1) | Permalink
lunedì, novembre 05
amarezza in fondo al mio caffè, in fondo ai miei occhi, sul fondo della testa, come una pellicola che isola il cervello dal pensiero razionale, razionato. come un alone tutt'intorno a me, a quello che tocco, mentre la mia presenza di fa imcombente, ingombrante, amara di fiele, di noncuranza. vincolata a un silenzio asciutto, sicuro e deleterio come solo le mie azioni sanno essere. gratto ancora sul fondo di una personalità corrotta da troppa arroganza con insistenza, con agonia, con speranza per poter scendere più in basso tra le ceneri di una fenice estinta. mentre orgoglio è un balsamo per la delusione costante di un'esistenza impropria, le mani fanno da canale per il male che potrei farmi, fare, farmi fare. le mani sono la fessura da cui posso vedere, raccogliere i frammenti per tenere stretto qualcosa che stretto non sa stare.
dear_dead_ofelia | novembre 05, 2007 14:10 | | commenti | Permalink
lunedì, novembre 05
solo col silenzio sento il crepitio di qualcosa che diventa polvere soporifera, polvere per un sonno privo di riposo. nel silenzio casto del mio pessimo umore ogni cosa è semplicemente inutile, tutto è semplicemente distande da ogni percezione, dal cono di luce che illumina me nel pieno di un sisma, una catasfrofe accettabile, un crimine senza vittime scalcianti e bisognose di giustizia. vittime come vacche indù. con la testa basta ascolto ogni rumore invadere tutto, una marea sfaccettata che lascia sul fondo detriti invisibili. sepolta in una netta sensazione di perdita cerco di ricacciare il peggio a denti stretti, bandiere di vittoria stremate. le parole in questo mio silenzio imposto perdono la loro efficacia così, nel fruscio di un fondo divaricato..
dear_dead_ofelia | novembre 05, 2007 13:51 | | commenti | Permalink