giovedì, aprile 24
non so perchè dico questo. le parole escono senza ritegno, come se l'aria non fosse così rarefatta, come se fosse aria di passato. come se non lo consegnassi nelle sue fauci di storiella che ti mette in imbarazzo, tra amici. come se ci fosse la speranza di una risposta, una risposta, un segnale. qualcosa che ho intravisto, rastrellato in un angolo con cura maniacale. e chiedo scusa per la mia totale incapacità di devozione alle apparenze. ma no, non mi riesce. affatto bene.
dear_dead_ofelia | aprile 24, 2008 01:31 | | commenti (2) | Permalink
giovedì, aprile 17
colpa mia, non riesco a non lasciarmi andare all'apatia in un tramonto in saturazione. mentre ti parlo legando il ferro con piccolezze di organza, sento sulle dita l'inutilità che mi blocca da giorni. la mattina, un salasso di forze, nell'ansia di un ritardo che è abitudine scomoda, il solito, grazie. giorni che si ammucchiano senza ritegno, periodicità che tornano, di già? ma non era..e no, non lo era..è ora, è ieri. di già? sbalordita dall'affondare tiepido di ogni promessa, premessa nel semplice respiro e la volontà è così soffice anche solo per un tentato modellare.
dear_dead_ofelia | aprile 17, 2008 21:00 | | commenti | Permalink
giovedì, aprile 17
incredibile risultato da un'accidentale prova di resistenza. certezze in caduta libera. e chi l'avrebbe mai detto? tante preghiere, tanti voti per ottenere qualcosa che ora fai correre tra le dita con tanta leggerezza. facile chiedere, così difficile costudire. bendati, beviamo tè, parlando sempre, diciamoci quel che vogliamo sentirci dire, l'uno agli altri. e il mio mutismo irrompe, elemento di disturbo indolore. mi chiamo fuori dalla recita, dimentico la parte e ora i pop corn non bastano per sopportare il vostro mediocre spettacolo.. nell'isolamento orgoglio dimentica le buone maniere, vanità rimpiange parole ormonali, io dormo in stanze in fiamme. una normalità di logorante bisogno lega stretti i miei intestini, cosa sono quando non sono questo?
dear_dead_ofelia | aprile 17, 2008 02:44 | | commenti (1) | Permalink
venerdì, aprile 11
rimesto nel fango, sensazioni superficiali a rompersi, pellicole gelate, azzurrine, ricordo che nulla di umano mi tiene qui. pronta sulla soglia, pronta a un passo dopo l'altro, una porta che sbatte nell'eco di un'altra, finchè la corda non tira troppo la caviglia. e torno indietro. socchiudo l'ennesima porta, vano tentativo, per la prossima volta. e una porta dopo l'altra. quelle segnate con le unghie, con la vernice, con gl'incubi cesellati sopra, ognuna una fuga, ognuna una scelta, e sempre più lontana da quel che ero..finchè non c'è un posto dove tornare, non c'è casa, il cappello l'ho perso su un treno o in un parco, in un trasloco, tra i tuoi pensieri, nei sorrisi, negli addii..
dear_dead_ofelia | aprile 11, 2008 02:08 | | commenti (2) | Permalink
giovedì, aprile 10
basta essere felici. basta essere tristi. la tragedia chiude, la commedia tornerà a data da destinarsi. se credi che sia solo una lampadina scoppiata ti sbaglio: è un blackout in grande stile. dai fili pendenti mai tagliati ora si espande un nodo che tiene ferme le dita, l'impazienza di liberarmi è una frenesia di lacrime. la necessià del dire non strappa ancora la lingua, attendo. e urlerei all'orrore se solo avesse il minimo senso. il buio mi fa paura come non avrei creduto, stanotte è come l'errore più grande, il momento sbagliato, quando l'essenza cade in un tombino e io con lei. un requiem urbano sbriciola il climax del mio martirio, irremovibile il desiderio di cadere, senza colpe definite, solo sbagliata. drasticamente sola, per ingoiare un'umiltà che non mi appartiene perchè esplodere mi si addice più che respirare.
dear_dead_ofelia | aprile 10, 2008 01:10 | | commenti (1) | Permalink
mercoledì, aprile 09
la noia, la paranoia, stati essenziali del tempo che avanza. del tempo la cui funzionalità viene invertita, pigramente, una spirale nella sabbia. le giornate mi vanno larghe, troppo abbondanti per viverle tutte da sveglia. il bioritmo che cambia, si accavalla. qualcuno che chiede come va, di corsa, per sbaglio, le lacrime che raschiano la gola a te che non sai dire la verità. no, proprio no. quella verità che brucerebbe ogni strada, verità di benzina, verità di dolore, di strisce di pelle strappate al vivo dei nervi solo perchè non sai mentire. menti, per bene, e trova solievo nella fustigazione biblica. tieni per te il singhiozzo convulso, lascia orgoglio lì dov'è, scuote la testa, ma non sa, lui no, quel che vuol dire la voce al telefono. lui non sa accettare il potere della moglie di polonio su ogni tuo respiro, anche ora, che lei non sa nulla di voi..e sei sempre più simile a lei..non lo vedi? molesta e depressa, a cadere in piedi nel bel nulla della tua volontà. e rispondi, sempre tutto bene, fottutamente, mentre l'interesse scema, non essere ingenua, sai cos'è l'educazione, no? orgoglio sa ridere, è oracolo di insipide vecchie storie e sa che nessuno consolerà, ascolterà e il conforto di un attimo non basterà di certo. vanità cerca le tue mani con devozione, occhi enormi da comandare, dille che ha fame, dille che la morte è oltre i tuoi morsi, insegnale l'arte di una sopravvivenza che non ti appartiene e dille bugie incantevoli. salvala dal rogo, dal tormento di colpe improprie, dall'assenza di potere, dal passato, illudila e fatti illudere finchè la verità non porterà via anche lei in una folata di misera polvere..
dear_dead_ofelia | aprile 09, 2008 03:13 | | commenti | Permalink
venerdì, aprile 04
tra i fumi della febbre la rabbia di giorni interi di ricerca prende potere: ennesima conferma di una solitudine stretta. il silenzio oltre la percezione del corpo è involucro adatto a illusioni frequenti. quel che è, quel che potrebbe essere. e bela lugosi è morto. e passi in direzioni opposte, friabili impronte nel fango si susseguono. e nulla da dire, improvvisamente. in un boccheggiare di premesse è il giorno quello fatto per dormire nelle interferense del tempo altrui. segregata nel mio buio il respiro ha il sorprendente potere di non farmi morire e l'inedia si aggrappa ai muscoli con metallico odio. acido di batteria per il pensiero che corrode senza rimedio, si trapassa da parte a parte, frantumando la vetrea decenza che so esibire come mia. nell'alterazione dei bisogni la mia insofferenza è esplosiva: prova a raccogliere le tue cervella.
dear_dead_ofelia | aprile 04, 2008 15:09 | | commenti | Permalink