la noia, la paranoia, stati essenziali del tempo che avanza. del tempo la cui funzionalità viene invertita, pigramente, una spirale nella sabbia. le giornate mi vanno larghe, troppo abbondanti per viverle tutte da sveglia. il bioritmo che cambia, si accavalla. qualcuno che chiede come va, di corsa, per sbaglio, le lacrime che raschiano la gola a te che non sai dire la verità. no, proprio no. quella verità che brucerebbe ogni strada, verità di benzina, verità di dolore, di strisce di pelle strappate al vivo dei nervi solo perchè non sai mentire. menti, per bene, e trova solievo nella fustigazione biblica. tieni per te il singhiozzo convulso, lascia orgoglio lì dov'è, scuote la testa, ma non sa, lui no, quel che vuol dire la voce al telefono. lui non sa accettare il potere della moglie di polonio su ogni tuo respiro, anche ora, che lei non sa nulla di voi..e sei sempre più simile a lei..non lo vedi? molesta e depressa, a cadere in piedi nel bel nulla della tua volontà. e rispondi, sempre tutto bene, fottutamente, mentre l'interesse scema, non essere ingenua, sai cos'è l'educazione, no? orgoglio sa ridere, è oracolo di insipide vecchie storie e sa che nessuno consolerà, ascolterà e il conforto di un attimo non basterà di certo. vanità cerca le tue mani con devozione, occhi enormi da comandare, dille che ha fame, dille che la morte è oltre i tuoi morsi, insegnale l'arte di una sopravvivenza che non ti appartiene e dille bugie incantevoli. salvala dal rogo, dal tormento di colpe improprie, dall'assenza di potere, dal passato, illudila e fatti illudere finchè la verità non porterà via anche lei in una folata di misera polvere..




