rimesto nel fango, sensazioni superficiali a rompersi, pellicole gelate, azzurrine, ricordo che nulla di umano mi tiene qui. pronta sulla soglia, pronta a un passo dopo l'altro, una porta che sbatte nell'eco di un'altra, finchè la corda non tira troppo la caviglia. e torno indietro. socchiudo l'ennesima porta, vano tentativo, per la prossima volta. e una porta dopo l'altra. quelle segnate con le unghie, con la vernice, con gl'incubi cesellati sopra, ognuna una fuga, ognuna una scelta, e sempre più lontana da quel che ero..finchè non c'è un posto dove tornare, non c'è casa, il cappello l'ho perso su un treno o in un parco, in un trasloco, tra i tuoi pensieri, nei sorrisi, negli addii..




