colpa mia, non riesco a non lasciarmi andare all'apatia in un tramonto in saturazione. mentre ti parlo legando il ferro con piccolezze di organza, sento sulle dita l'inutilità che mi blocca da giorni. la mattina, un salasso di forze, nell'ansia di un ritardo che è abitudine scomoda, il solito, grazie. giorni che si ammucchiano senza ritegno, periodicità che tornano, di già? ma non era..e no, non lo era..è ora, è ieri. di già? sbalordita dall'affondare tiepido di ogni promessa, premessa nel semplice respiro e la volontà è così soffice anche solo per un tentato modellare.




